Fuochi Fatui: leggenda o realtà?

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Nel Folklore anglosassone i fuochi fatui sono legati alla leggenda “Will-o’-the-wisp“, nella quale si narra di un fabbro malvagio di nome Will che, giunto alla fine dei suoi giorni, incontra San Pietro all’ingresso dei cancelli dorati. Il santo lo rimanda sulla terra per redimersi e meritarsi l’ingresso in paradiso ma Will si dimostra incapace nell’assolvere il compito e viene condannato a vagare sulla Terra per l’eternità, con in mano un carbone ardente per scaldarsi. Fedele alla sua malvagità, Will si serve del carbone luminoso per attirare in trappola gli ignari viaggiatori che, notando e seguendo la luce, vengono condotti in fitte foreste e terribili paludi dalle quali è impossibile uscirne.

Ma questi Fuochi Fatui sono solo una leggenda? Vieni a scoprirlo con me!

Buona lettura!

https://www.biopills.net/fuochi-fatui-leggenda-o-realta/

“Jude il candido” – Julian Gough

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Recensione libro

La prima cosa che ha attirato la mia attenzione è la buffa copertina di questo libro. Le origini irlandesi dell’autore (una parte del mio cuore è in quella terra magica) e il paragone con il grande Douglas Adams (autore di “Guida galattica per autostoppisti“) hanno avvalorato la mia scelta di estrarlo dall’infinita e sempre in crescita lista di “libri da leggere”.

Jude è un ragazzo che vive in un orfanotrofio di Tipperary e la sua vita sembra destinata a rimanere tra quelle mura.
Al compimento del suo diciottesimo anno di età sta per scoprire il grande segreto della sua nascita quando un susseguirsi di eventi paradossali lo travolgono, portandolo a vivere una bizzarra e inarrestabile avventura che ha inizio con la necessità improrogabile di svuotare la vescica.

L’autore stesso afferma che questo libro è stato il “tentativo di scrivere il più serio libro comico del millennio“. A mio parere è perfettamente riuscito nell’intento, giudicando politica, religioni e la maggioranza degli argomenti più spinosi della nostra modernità con esilarante perfidia senza mai cadere nel banale.
L’innocenza e il candore di Jude stonano a contatto con il mondo. Il suo viaggio parte da Tipperary per poi arrivare alla grande capitale Dublino, passando da Galway.
Jude si innamorerà per la vita, troverà la saggezza in un pesce, salverà molte persone dalla schiavitù in groppa ad un cammello e boccheggerà tra le acque vorticose di un ghiacciaio in scioglimento dove un uomo famoso dimenticato da tutti ha costruito la sua casa.
Questo e molto altro capiterà al nostro eroe, orfano irlandese con un grande segreto riguardante la sua nascita del quale è rimasto solo un frammento di carta salvato dalle fiamme:
gents
anal
iante.”

Il paragone tra i due autori, Gough e Adams, sembra un po’ azzardato, ma devo ammettere che lo scrittore irlandese ha retto molto bene il confronto, nonostante “Guida galattica per autostoppisti” ha quel qualcosa in più che in questo romanzo Julian Gough non mi ha saputo trasmettere.

“Uno dei due” – Fabrizio Nava

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Recensione libro

Jack Franzini (boss della malavita) ed Edwin Chester (il suo ex braccio destro) sono i due protagonisti principali di questo romanzo, uniti da un’accesa rivalità che potrà terminare solo con la vittoria di uno dei due.
Tutto ha inizio quando Edwin prende la decisione di uscire dalla ragnatela di attività illegali gestite dal suo capo, ma Jack non prende bene la scelta del suo più stretto collaboratore e decide di fargliela pagare. Sfruttando la sua influenza e le sue conoscenze cerca di averla vinta ma Edwin riesce a tenergli testa, giocando di ingegnosa astuzia.

Lo scontro continua pagina dopo pagina con ritmo incalzante e con colpi di scena inaspettati. Il passato si intreccia con il presente ma solo con la conclusione ci sarà permesso di vedere il quadro nella sua completezza.

Perché nulla è tutto bianco o nero; la realtà è piuttosto un continuo digradare tra le infinite sfumature del grigio.
Ma se il bianco è l’insieme di tutti i colori e il nero l’assenza dei medesimi, si può immaginare che tra il bianco e il nero si dispongano non le diverse gradazioni di grigio, bensì tutte le singole tonalità dell’iride. Un invito, tra le righe, a colorare i nostri giorni, a trasformare il grigiore della quotidianità nell’arcobaleno della vita.

Il messaggio che questo libro mi ha passato è che tutti possiamo scegliere, tutti possiamo avere delle seconde occasioni. Bisogna solo avere coraggio: coraggio per coglierle, coraggio per fare pace con il passato, coraggio per lottare e costruirsi un futuro migliore.

Ad una recente conferenza sulle scienze forensi ho avuto il piacere di conoscere lo scrittore, Fabrizio Nava. Durante la presentazione dei suoi libri sono stata colpita dalla sua curiosità e dalla sua voglia di rendere i suoi romanzi il più realistici possibili, curando i particolari grazie ad interviste con esperti nel campo dell’ investigazione.

Uno dei due è il primo di una trilogia.
Il secondo è arrivato nelle mie mani in un bar, insieme ad un buon caffè, un paio di pasticcini e una dedica speciale. Ora è sul mio comodino e io sono pronta ad iniziare una nuova avventura tinta di giallo.

Vikings

Recensione prima stagione – 9 episodi

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Scandinavia, 793 d.C.

I vichinghi sono guerrieri norreni, originari della Scandinavia e della Danimarca.

Ragnar Lodbrock vive in una fattoria con sua moglie Lagertha e i suoi due figli: Bjorn e Gyda. Durante il periodo estivo si dedica alle razzie nelle terre orientali, eseguendo gli ordini del conte Haraldson. Ormai, però, in quelle terre dove tutti gli anni si recano, non c’è più molto da derubare.
Ragnar è convinto che andando ad Ovest troveranno altre terre, piene di tesori e ricchezze, ma il conte non dà il suo consenso per affrontare questo viaggio. Coinvolgendo suo fratello Rollo, organizza da solo la spedizione verso ovest, chiedendo a Floki, bravo falegname e costruttore di navi, di fargliene una degna per quella spedizione.
Ci ritroviamo, così, nel corso delle puntate, a seguire Ragnar nelle sue avventure ad occidente, alla ricerca di nuove terre da conquistare e tante ricchezze da portare a casa.

Il tempo va avanti veloce, gli anni scorrono nell’arco di pochi episodi ma non è pesante ne difficile starci dietro. Io trovo, anzi, che questo renda il tutto più dinamico.

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Ragnar, il vichingo protagonista dagli occhi di ghiaccio, è ispirato a due figure della storia: una semi-leggendaria e l’altra, invece, realmente esistita.
La figura semi-leggendaria è quella di un certo Ragnar Lodbrok ( o Lothbrock) che ha regnato su Svezia e Danimarca nella seconda metà del IX secolo. Non vi sono documenti che ne verifichino la sua reale esistenza, per questo viene considerato di più come un mito che come realtà.
Un omonimo, però, sembra che sia realmente esistito in quel periodo: era un militare danese e sembra essere stato conte alla corte di Re Horik I di Danimarca.

Nelle Gesta Danorum, lo storico medievale danese Saxo Grammaticus cerca di ricostruire la storia nazionale della Danimarca, utilizzando anche il particolare punto di vista Scandinavo. Le Gesta Danorum sono raccolte in 16 volumi e nei primi 9 sono presenti anche le nozioni sulla mitologia norrena.
In questi volumi è presente la figura semi-leggendaria di Ragnar Lodbrok. Lo scrittore, per cercare di ricostruire la vita di questo vichingo, cerca di far conciliare miti e leggende con eventi storici, ma questo processo risulta quasi impossibile e molte delle gesta che vengono attribuite a Ragnar sono in realtà state svolte da altri personaggi storici, di più sicura e confermata esistenza.Vikings-Katheryn-Winnick-as-Lagertha-02

Nel nono volume è presente Lagherta, donna guerriero e prima moglie di Ragnar. Ragnar, affascinato fin da subito dalle capacità della donna in battaglia la chiede in moglie, ma Lagherta decide di metterlo alla prova mettendo contro di lui un orso e un grosso cane. Ragnar trafiggee l’orso con un arpione e strangola il cane a mani nude, ottenendo così la mano di Lagherta dalla quale ebbe tre figli: un maschio e due femmine.

 

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In un altro testo, il manoscritto islandese anonimo Landnámabók ( abbreviato anche in Landnáma) viene descritto in dettaglio la conquista dell’Islanda da parte dei Vichinghi (IX e X secolo). In queste pagine appare anche la figura di Floki, navigatore vichingo, il primo ad aver raggiunto l’Islanda.

 

 

 

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Rollo nella serie televisiva è il fratello di Ragnar, ma nella realtà sembra non esserci nessun collegamento fraterno tra i due. La storia di Rollo, inoltre, sembra avere fondamenta storiche più valide rispetto alle altre precedentemente citate, le quali si basano anche su fatti raccontati nelle leggende nordiche.
Rollo, conosciuto con il nome di Rollone, è stato un condottiero normanno, conte dei Normanni e conte di Rouen (Francia).

Secondo la Saga di Harald Harfager, scritta dallo storico islandese Snorri Sturluson, Rollo era soprannominato “Il Camminatore” a causa della sua enorme stazza che non gli permetteva di usare nessuna cavalcatura. Più recentemente, però, si pensa che il soprannome sia dovuto al fatto che, prima di stabilirsi sulla Senna, abbia viaggiato parecchio andando dalla Scandinavia alle Isole Britanniche e approdando anche sulle coste del Mare del Nord.

Nonostante queste conoscenze, la serie televisiva non gli dà giustizia (almeno in questa prima stagione).

Nel corso delle puntate la presenza degli Dei di questo popolo nordico è costante. I più nominati sono:
Thor, Dio del tuono, del fulmine e della tempesta. Lo si sente nominare spesso soprattutto durante i viaggi in mare, quando le onde sono molto alte e le imbarcazioni le infrangono agitandosi pericolosamente. Figlio di Odino, è molto amato dai vichinghi, infatti si definivano il Popolo di Thor.
Odino è il Re degli Dei, il più antico, il creatore del mondo e di tutte le cose. È il dio della guerra (decide lui le sorti della battaglia, chi deve morire e chi deve vincere), della poesia (nelle leggende si narra che parlasse sempre in versi) e della magia (della quale è il patrono). Viene chiamato anche Dio Viandante e viene rappresentato con un cappello dalla tesa larga e un mantello. Possiamo vedere bene la sua figura nel primo episodio di Vikings dove appare come un anziano girovago vestito tutto di nero.
Freyja è considerata la dea dell’amore sessuale, della fertilità, della seduzione e della bellezza. Viene pregata dalle donne per concepire figli e in suo onore vengono svolti sacrifici per rendere fertile il terreno da coltivare.

La sigla di “Vikings” l’ho trovata spettacolare. L’inquadratura che guarda dai fondali marini verso la superficie, dove galleggiano le navi vichinghe è la mia preferita, tetra nella sua bellezza.
La colonna sonora è “If I had a Heart” di Fever Ray. La sua presenza nella mia playlist è stata fonte di ispirazione per la stesura di questo articolo.